What Hell Is Not

[Ciò che inferno non è]
Year: 
2014
Type: 
Public: 
Publisher: 
Oneworld Pubns Ltd
Year of publication: 
2019
Pages: 
356
Moral assessment: 
Type: Literature
Nothing inappropriate.
Some morally inappropriate content.
Contains significant sections contrary to faith or morals.
Contains some lurid passages, or presents a general ideological framework that could confuse those without much Christian formation.
Contains several lurid passages, or presents an ideological framework that is contrary or foreign to Christian values.
Explicitly contradicts Catholic faith or morals, or is directed against the Church and its institutions.
Quality: 
Recomendable: 
Transmits values: 
Sexual content: 
Violent content: 
Vulgar language: 
Ideas that contradict Church teaching: 
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Federico è un adolescente diciassettenne, di buona famiglia, che rinuncia ad andare un mese in Inghilterra per imparare l’inglese, affascinato dalla richiesta d’aiuto del suo Prof. di Religione al Liceo Vittorio Emanuele.  Diventa così un po’ il personaggio chiave intorno a cui girano un po’ tutti gli altri. E accetta di andare a dare una mano a don Pino nel quartiere Brancaccio.  Federico amava le parole, sì, proprio le parole e in questo è fotografia chiara dell’autore, che sembra giocare con le parole, cercarle, usare una fila di aggettivi sinonimi per accompagnare un nome. La letteratura, diciamo la cultura letteraria, entra ogni tanto tra le pagine del libro attraverso Federico, “il poeta”, come lo chiama suo fratello Manfredi.

Magnifica come viene ritratta con poche pennellate la relazione tra i due fratelli. E alla fine il fratello Manfredi che studia neurologia, ed è quasi perfetto in tutto, finisce anche lui per essere coinvolto nelle visite al Brancaccio. Ci rimette pure la chitarra prestata al fratello per un ragazzino che voleva diventare direttore d’orchestra. Tutti gran sognatori, Lucia vorrebbe diventare regista, anche se adesso frequenta le magistrali e imbastisce solo un teatrino per i ragazzini. Ma Brancaccio resta un inferno. Per questo devono accendersi in esso luci di amore puro, disinteressato, sacrificato, che non si può chiamare volontariato. Padre Puglisi lo sa. Sa che “se nasci nell’inferno hai bisogno di vedere almeno un frammento di ciò che inferno non è per concepire che esista altro”. E un giorno, con un vecchio camion, porta tutti i ragazzini a Mondello. Egli vuole solo la loro felicità. Non sono bambini maleducati, ma bambini che non sono stati educati. Poi si comincia ad aspettare che Padre Pino Puglisi (chiamato anche 3P) venga preso di mira. Eliminato lui, tolto di mezzo chi teneva in mano ogni progetto.

E quella sera del suo 57° compleanno, mentre torna da solo a casa, mentre sta cercando le chiavi da mettere nella toppa, arriva da vicino un colpo alla testa per opera di uno del branco. Resta un sorriso sulla sua bocca. E quando viene scoperto il suo corpo, corre la voce come un fulmine. La camera ardente è piena di bambini. Ci sono tutti. Non vogliono staccarsi da lui, alcuni tengono le mani avvinte all’orlo della bara per paura di perdere don Pino. Al funerale è Manfredi che aiuta Federico a partecipare. C’è anche tutta la famiglia. Più tardi Federico tiene Lucia per mano camminando in silenzio, come se il corteo funebre non finisse mai. Le dice che le ha scritto una poesia. “Schizzi inchiostro quando devi difenderti, senza parole sei perso”. Se la fa leggere. E Lucia capisce.

M.G. (2015)